2017: la prima “goccia”

Non so se questo racconto possa rappresentare una “goccia” nel meraviglioso mare del “mezzopieno”. Sicuramente rientra nella categoria dell’imprevedibilità della vita.

Qualche settimana fa mi squilla il cellulare. Era il giornale con cui collaboro. Pensavo a qualche problema con i miei articoli o alla necessità di altri pezzi. Invece un collega di Frosinone aveva pensato di chiamarmi per informarmi che l’indomani Lorella Cuccarini sarebbe intervenuta all’inaugurazione di Cittadella Cielo di Nuovi Orizzonti. Quando aveva letto il nome di Lorella aveva pensato a me (grazie Pietro!).

Felice come ogni volta che riesco a incontrare Lorella, il giorno dopo vado a Frosinone. Quando mi sono messo in auto ho pensato solo alla possibilità di vedere e salutare una donna che ammiro e stimo profondamente e cui voglio un mondo di bene. Ma ciò che sarebbe accaduto poco dopo non lo avevo previsto.

Quando arrivo a “Cittadella Cielo” mi ritrovo davanti a un palazzetto pieno di persone. Giovani, adulti, anziani, disabili… tutti insieme. Non riesco a descrivere la sensazione che ho provato entrando in quel palazzetto. È stato un impatto fortissimo con le emozioni. Sembra strano, ma vedere tante persone animate da un sentimento di amore e gioia risulta quasi difficile da gestire.

Ero lì per Lorella, ma stava accadendo qualcosa di imprevedibile. Mi sono ritrovato al centro di un vero atto di amore, gioia, felicità… mi sono ritrovato a contatto con persone che si mettevano completamente a “nudo” donandosi al prossimo.

Un vero e proprio tsunami di emozioni che si alternavano continuamente fino a quando dal palco hanno invitato tutti a girarsi alla propria destra e alla propria sinistra e condividere la propria gioia con la persona accanto. È stato quello il momento più destabilizzante. I ragazzi dello staff della comunità che avevo accanto si sono rivolti verso di me (perfetto estraneo) coinvolgendomi nella loro gioia…

La cosa che mi ha colpito è stata che in quel palazzetto era scomparsa e crollata qualunque forma di sovrastruttura. Non esistevano cariche o ruoli, esisteva solo l’uomo. Ognuno guardava l’altro come uomo, persona, fratello. Il senso vero dell’amore verso il prossimo… Inutile dire che le testimonianze e il discorso di Chiara Amirante hanno rappresentato una vera e propria fibrillazione al cuore.

Quel giorno ho incontrato Lorella e mi sono emozionato per l’ennesima volta. Ma il giorno dopo ho iniziato a cercare informazioni sulla comunità Nuovi Orizzonti, sto leggendo il libro di Chiara Amirante e sono tornato a Cittadella Cielo per un incontro. E anche in questa nuova occasione mi sono ritrovato davanti all’amore puro e sincero. Anche in questa nuova occasione ho trovato tanti giovani che si sono completamente “donati” al prossimo senza filtri, senza retro pensieri, senza doppi fini. Una gioia e una felicità collettiva che ha aperto anche una profonda riflessione su quello che noi siamo oggi e su quello che vorremmo essere. Una riflessione sulla felicità che spesso pensiamo di avere, ma che in realtà non è mai piena e completa. E, forse, questa incompletezza deriva proprio dalla mancanza di condivisione reale, e non virtuale, di se stessi con gli altri.

Quando sono andato via da Cittadella Cielo avevo il cuore che piangeva di gioia. In quel momento penso di aver toccato una soglia di felicità che non toccavo da tempo.

“E gioia sia” non è solo il titolo di un libro della Amirante, ma è molto di più. Perché alla fine in ogni cosa si può vedere il lato positivo. E soprattutto se si dona amore incondizionato alle persone che abbiamo accanto allora sì che si riesce ad avere una felicità piena.

Ciò che trovo meraviglioso è l’imprevedibilità della vita che può cambiarti tutto in ogni momento permettendoti di scoprire nuovi mondi, nuove realtà, nuove forme di amore. Un’altalena di emozioni che ti permette di scoprire nuove prospettive da cui guardare la vita.

E allora lo dico a tutti… “E gioia sia”, sempre e comunque.

Ps. Ovviamente la mia gioia è stata ancor più grande per aver visto Lorella.

                                                                                         Giuseppe

Caro Giuseppe, quello che descrivi nella tua “goccia” è esattamente ciò che ho provato io la prima volta che ho incontrato Chiara. Sono felice di essere stata lo “strumento” per farti conoscere la meravigliosa realtà di Nuovi Orizzonti

Author: Lorella Cuccarini

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