Cento dollari

Arrivata alla fermata della metro, ho visto una bimba palesemente sotto cura chemioterapica insieme alla sua mamma. Ho pensato che New York oggi fosse principalmente un forno e non la città dei sogni a cui tutti pensano. Ho pensato anche che ci sarà stato sicuramente un motivo davvero serio per portare in giro quella bimba in una giornata infinitamente afosa; mentre salivamo nella carrozza gelida di una metro della linea L, ho pensato anche che qualcuno l’avrebbe fatta subito sedere.

Ho osservato la scena dalla mia postazione in piedi: tutte le ragazze sedute in metro, dopo aver alzato lo sguardo dal loro iPhone hanno ripreso a messaggiare tranquillamente su whatsapp.

Mi sono rattristata molto: il grandissimo senso civico che mi avevano dimostrato i newyorkers in ogni singolo giorno della mia permanenza, qui era svanito in un solo momento, di fronte a quella bambina malata.

Anche dalle postazioni vicine della carrozza le persone erano indifferenti, nonostante la presenza di due persone – non giovanissime – che avrebbero potuto essere più sensibili davanti ad una piccola che poteva essere la loro nipotina. Invece nulla. Uno era assorto nei suoi pensieri, l’altro (signore più vicino ai 70 che ai 60, molto curato, mi ricordava Pannella) era impegnato a tenere ferma la sua valigia e a chiacchierare con una ragazza bellissima che poteva essere la sosia di Whitney  Houston e con la quale sembrava avere molta complicità.

Io avrei voluto urlare che forse quella bambina aveva più bisogno di loro di viaggiare seduta, ma anche il mio senso civico era ko. Finalmente una delle ragazze ha abbandonato il suo iPhone perché doveva scendere e ha lasciato libero il posto alla bimba. Vedendola finalmente seduta, mi sono tranquillizzata e mi sono persa nei miei pensieri. Dopo qualche fermata, il mio sguardo si è posato nuovamente sul “Marco Pannella” che viaggiava con “Whitney  Houston”  e che era intento a rimettere in tasca dei soldi.

Il mio sguardo si è fermato sui 100 dollari che si era tenuto nella mano sinistra. Non so se li ho mai avuti in mano 100$ dopo il primo viaggio a New York e per questo ero incantata a guardarli. Mi son chiesta cosa stesse facendo e ho pure pensato che la ragazza che viaggiava con lui forse non era solo un’amica, ma una nuova “pretty woman”.

Lei si è alzata ed è andata verso la porta, lui pochi secondi dopo ha preso la sua valigia e con uno scatto felino ha consegnato i 100$ alla mamma della bimba ed è sceso dalla subway.

Questo gesto non riscatta il senso civico di chi non si è alzato e non riscatta nemmeno il mio, ma mi ha fatto  pensare che un Angelo Custode può viaggiare con una valigia e chiacchierare con Whitney  Houston.

A New York può davvero succedere qualsiasi cosa.

God bless the little girl and her guardian angel.

Linea L to Brooklyn – Jefferson station

13 AUG 2016

           

                                                                                                                     Anna

Mai fermarsi alle apparenze…

Author: Lorella Cuccarini

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